domenica 9 maggio 2010

Eh no, caro Maurizio, non aspetterò la finale per scrivere! Aspettavo solo un pomeriggio tranquillo come questo per tirà duottré cazzate!
Sulla finale che devo dire: cazzo, ho visto l'Inter dominare (andata) e disinnescare (ritorno) il Barcellona con sicurezza e autorevolezza, non chiedo nient'altro a questa splendida stagione. Ha straragione Mou quando dice che non importa se l'Inter vince o no la Coppa, l'importante è che è diventata una grande del calcio europeo, in grado di giocarsela a viso aperto con tutti, Barcellona compreso. Non è un modo di mettere le mani avanti, è il nodo della questione. Il ritorno col Barcellona è stato imbarazzante, soprattutto nel secondo tempo, ma dopo l'espulsione (ineccepibile) di un Thiago Motta al solito troppo nervoso e con il cronometro che scorreva non si poteva chiedere altro. L'organizzazione difensiva però è stata impeccabile.
Alla fine del primo tempo Lucia si è addormentata, quindi, per non svegliarla, ho seguito la partita immobile e in silenzio. All'85' ho cominciato a sentire distintamente i battiti del cuore, la frequenza aumentava, era tanto che non sentivo quella tensione per l'Inter. Il silenzio intorno a me è stato fondamentale quando mi ha permesso di sentire il fischio dell'arbitro che interrompeva l'azione del possibile goal del 2-0 (i nostri difensori, tra l'altro, si sono fermati abbondantemente prima della battuta a rete di Bojan), evitandomi l'infarto che il Macca ha avuto sugli spalti del Camp Nou. Tanta goduria per quel manfruito di Ibra (mah, la foto, per quanto sembri eloquente, secondo me può avere mille spiegazioni, eppoi, in fondo sono cazzi suoi) (bella gag). Massima gratitudine per quello che ha fatto negli anni scorsi, ma anche massima letizia nell'averlo fatto ricredere su quale fosse la piazza migliore per tentare l'assalto alla Coppa dalle Grandi Orecchie.
Un applauso particolare allo Special One, che è riuscito a costruire una squadra vera più con la psicologia che con la tattica, a dire il vero. Però, e mi duole, non se ne può più di tutte le polemiche e frecciatine varie. E' colpa anche di queste cose se poi si assiste a partite vergognose come la finale di Coppa Italia. Questa coppa ha ormai un valore risibile, ma è ascesa alla ribalta solo perché, per caso, la finale si disputava fra Inter e Roma e, soprattutto, dopo la farsa dell'Olimpico di pochi giorni prima. Ecco perché è stata montata a più livelli per tre giorni una tensione generale che è sfociata nella caccia all'uomo di mercoledì sera. C'erano 5 espulsioni nette (Mexes, Burdisso, Totti (prima del calcio a Balotelli), Taddei), ma non è questo il punto: quello che disgusta è la condotta di gara della Roma, il nervosismo, le zampate, i cazzotti addirittura. Sicuramente gli interisti avranno provocato, eh, anche se noi telespettatori non lo possiamo dire. Ma la pedata di Burdisso a Sneijder dopo 40 secondi (!) lascia pensare che le provocazioni non siano state la scintilla: non ce ne sarebbe stato il tempo! In tutto questo voglio conferire la menzione d'onore a Ranieri, che (quasi) mai si fa trascinare nella polemica becera e gratuita che caratterizza, velenosa, il nostro calcio e di cui, ahimé, il nostro allenatore è il principale attore.

Finita la digressione calcistica (anzi no, beccatevi questa (si è perso il senso della realtà)), un consiglio per il prossimo anno: la Mostra dell'Artigianato a Firenze. La redazione c'è andata il 25 Aprile con un gruppetto eterogeneo grossetano-valdelsano-montefiasconano. La partenza parzialmente scettica ("sì, va bene, andiamoci, almeno si fa qualcosa di diverso") si è rapidamente evoluta in un ritorno decisamente entusiasta ("Boia deh, maiala spacca, bella esagerata!"). Ganza davvero. Un sacco di robina da vedere, artigianato italiano e internazionale, di valore e non, culinario e decorativo. Andateci.

Ci stiamo facendo brutta pubblicità. Non è esprimendo questi concetti di dubbio valore scientifico che recupereremo consensi. Ammettiamo le nostre colpe! Non diamo adito a chi ci addita come pedofili e oscurantisti (pericolosa accoppiata) continuando a nasconderci dietro argomentazioni risibili come queste. La pedofilia esiste nella Chiesa come al di fuori. Isolando i colpevoli e consegnandoli alla giustizia terrena (come ci invita a fare Gesù stesso) nessuno potrà più identificarci come una minaccia per i pargoli. Perché emergerà l'esercito di sacerdoti seri e capaci di cui disponiamo. E che ora sono costretti a provare imbarazzo per tutta la categoria.

Meno male che c'è qualche industriale illuminato che dimostra empiricamente non solo la sostenibilità ma l'efficienza di una razionalizzazione del lavoro in base al lavoratore! Noi a E.S.Tech l'abbiamo capito da tempo, ma noi siamo pochi. Questi so tanti, eppure il risultato non cambia. La scalabilità del fenomeno risulta, pertanto, dimostrata. E' facile: se c'è collaborazione e non contrapposizione fra dirigenza e operai, a parità di ore di lavoro la produzione aumenta, perché aumenta la produttività in virtù di un'aumentata serenità del lavoratore. Banale.

Infine, lasciatemi esprimere la più viva preoccupazione per le catastrofiche previsioni sul futuro della più alta opera di ingegneria mai concepita: la banana! Sapore ottimo, qualità nutritive eccelse (spicca la ricchezza di potassio, una mansanta per i muscoli affaticati), praticità di trasporto e di sbucciatura anche senza utensili di sorta, impossibiltà di sporcarsi. Eppure il suo destino è a rischio. Leggete e unitevi a me nella preghiera perché queste congetture restino tali. E rilanciate la nostra campagna "OGM? Au, avoglia!"

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