Come sono riuscite bene le 28 ore a Pisa fra sabato e domenica! Ho fatto quasi l'en plein, all'appello sono mancati solo (nell'ordine di defezione) Roberta (Santoro, non Fantozzi, che è stata presente eccome: grazie ancora per la cassettata di ottimo cibo!), Virginia e il rintronato del Bachi, che si era scordato un battesimo (non male per un prete). Siete tutti perdonati, so che avreste voluto esserci.
La giornata di sabato è cominciata subito male: in via San Vitale (a Bologna) mi sono accorto di essermi messo la cintola sbagliata, ossia quella da scarpe da ginnastica invece che da scarpe marroni. Ormai era tardi. Dopo un viaggio in treno stranamente senza intoppi giungo a Pisa giusto in tempo per scambiare 2 chiacchiere con Ale prima del pranzo. L'avrei scambiate volentieri anche con Albe, ma la caata è tornato a Grosseto. L'ho segnata. Nel frattempo, la casa è stata rivoluzionata: uno scaffale in più in cucina, il frigo si chiude da solo, la copertoia gialla ha finalmente un pomello (un tappo di sughero riadattato). Quando il gatto è andato via i topi hanno subito cominciato a ballare. E tutto per merito del mio sostituto. Non c'è che dire, dal punto di vista pratico c'hanno guadagnato.
Finito il pranzo, inizia il tour de force: alle 14.45 incontro Elvis e alcuni ragazzi del catechismo dello scorso anno, e fino a quasi le 5 c'è da chiacchierare; alle 17 incontro alcuni dei miei compagni di corso: la discussione parte dalle tesi, ma si sposta rapidamente al post-laurea; l'argomento è caldo, la chiacchierata arriva fino a dopo le 7. Al che iniziano i preparativi per la cena. Cioè, erano iniziati molto prima per la Ro; io, Ale e Marco abbiamo solo sistemato gli ultimi dettagli. La cena è di gran lusso, per qualità e quantità. Dopo che tutti eravamo pieni per un paio di giorni, Ale ha avuto il coraggio di tirare fuori pane e lardo. In attesa del tiramisù, ça va sans dire. Avoglia a stempià le bocce der vino, a un la pigli la sbornia vai! Ringraziamo tutti in coro il Querci, che ci ha deliziato per l'ennesima volta con il racconto della brasiliana, per poi tirare fuori il cilindro dal cappello: "Gratis!? Gratis... (pausa per catturare il pubblico, da narratore esperto)... Gratis è morto in Libia ner '15!" Respect.
La domenica, Messa delle 11.30, con saluto al gruppo Giovani, ad altri ragazzi del catechismo e ai miei co-catechisti, e con annesso ritardo di un quarto d'ora a mensa (o, c'avevo da salutare un po' di persone, sapevate benissimo che per l'una non ce l'avrei mai fatta), e poi ripartenza alla volta delle Due Torri, dove mi accolgono due prodotti tipici del luogo: un signore all'apparenza tranquillo che, nel sottopassaggio della stazione, si avvicina alla gente e fa, con aria compita: "Berlusconi è morto!" (chi mi dice: "Ti amooo!"), e la guazza che allieta le serate padane.
Una piccola segnalazione? Ma sì, dai: foto da angolazioni pazze. Artro che vella mandria di rimbarcati che pinge la Torre in Piazza de' Miraoli a Pissa!
Una piccola segnalazione? Ma sì, dai: foto da angolazioni pazze. Artro che vella mandria di rimbarcati che pinge la Torre in Piazza de' Miraoli a Pissa!
1 commento:
no anche io volevo esserci a salutartiiiii...quando sei venuto a pisa...ma ci sarà un'altra occasione!??? Un bacione ma one one...virgi!
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