Nel libro degli scherzi che mi ha giocato il dualismo ora legale - ora solare si è aggiunto immancabile un nuovo capitolo lo scorso weekend. Domenica pomeriggio sorrido davanti alla homepage di facebook, leggendo il lamento di Maurizio perché nessuno lo aveva avvisato del cambio d'ora. Io sono stato talmente forte che ho rimesso l'ora a tutti e due gli orologi che ho quassù, questa volta l'ho scampata. Ma la sveglia è sul cellulare. E lunedì mattina è troppo buio per essere le 7 e 30. La settimana è cominciata bene.
Mi piacerebbe raccontarvi delle proteste qui a Bologna, di manifestazioni gigantesche, di occupazioni, ma non posso. Non vi ho partecipato. Ho fatto mio malgrado parte della maggioranza silenziosa. Et excrucior. L'Istituto Ortopedico Rizzoli non è universitario, niente protesta.
Mi piacerebbe raccontarvi delle proteste qui a Bologna, di manifestazioni gigantesche, di occupazioni, ma non posso. Non vi ho partecipato. Ho fatto mio malgrado parte della maggioranza silenziosa. Et excrucior. L'Istituto Ortopedico Rizzoli non è universitario, niente protesta.
Per partecipare al fermento globalizzato non mi resta che lanciare una campagna importante, dal titolo: "OGM? Au, avoglia!" (per antitesi con la campagna precedente). Anche questa è una campagna che parte da lontano, da una lezione del magico corso di Bioetica. Si parlava della fobia diffusa riguardo a questi scientificamente innocui ortaggi e frutti. Le pubblicità parlavano di pomodori con la proboscide, fragole con le ali e giù di fantasia. Un paio di articoli, di quelli che trovi a pagina 23 fra le notizie pseudoscientifiche e le curiosità, parlavano di ricerche protette dalla sfrenata corsa al brevetto e dei costi delle sementi modificate, eccessivi per i piccoli contadini, destinati a essere tagliati fuori dal mercato. Interessi di parte, fatti passare per difesa della genuinità. Ancora meglio se conditi con qualche parolona tipo "biodiversità". Nessuno che parlasse dei benefici.
Della possibilità di produrre sementi in grado di resistere in condizioni climatiche difficili, magari al caldo africano.
Della possibilità di rendere le piante immuni dai parassiti.
Della possibilità di ottenere ortaggi in grado di produrre quantità utili di sostanze benefiche.
Dell'assoluta sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, certificata da test scientifici.
In questa occasione compresi a fondo il significato di uno dei cardini del pensiero rogniniano: in Italia la Cultura è solo umanistica, la scienza produce solo concetti che devono rimanere lontani dalla mente del cittadino medio.
La fiammella dell'indignazione di un annetto fa si trasforma in un incendio l'altro giorno alla Coop sotto l'azione di un vento impetuoso levatosi dal banco del petto di pollo. Sono quasi le 7 di sera, sono rimaste una decina di confezioni. Mmm, 3 etti e mezzo, questo per una volta è troppo e per du volte un mi fa. Oh, 4 etti e mezzo questa va bene. L'occhio però mi cade su quella di sotto. E' l'unica che non presenta un cartellino tutto colorato con su scritto: "Alimentazione libera da OGM". Se lo saranno dimenticato. Ma anche il prezzo al kg è leggermente diverso, quindi nessun errore. All'improvviso mi scorre davanti tutta la lezione di bioetica: le pubblicità ingannevoli, gli scenari apocalittici di un esercito di pomodori e banane pronto ad assumere il controllo del Massachussetts, il vero nodo della questione, ossia i brevetti e le sementi troppo care. Indovinate quale confezione ho preso. E senza guardare il peso.
Infine un paio di consigli per gli acquisti. Ecco un video che ho visto stamattina. Il videoclip non è niente di che, il testo è simpatico ma niente di più, ma la canzoncina nel complesso ha il suo perché. Sarà il beat accattivante, sarà la sfiziosa voce sussurrata, sarà l'elettronica gentile alla Pet Shop Boys.
La fiammella dell'indignazione di un annetto fa si trasforma in un incendio l'altro giorno alla Coop sotto l'azione di un vento impetuoso levatosi dal banco del petto di pollo. Sono quasi le 7 di sera, sono rimaste una decina di confezioni. Mmm, 3 etti e mezzo, questo per una volta è troppo e per du volte un mi fa. Oh, 4 etti e mezzo questa va bene. L'occhio però mi cade su quella di sotto. E' l'unica che non presenta un cartellino tutto colorato con su scritto: "Alimentazione libera da OGM". Se lo saranno dimenticato. Ma anche il prezzo al kg è leggermente diverso, quindi nessun errore. All'improvviso mi scorre davanti tutta la lezione di bioetica: le pubblicità ingannevoli, gli scenari apocalittici di un esercito di pomodori e banane pronto ad assumere il controllo del Massachussetts, il vero nodo della questione, ossia i brevetti e le sementi troppo care. Indovinate quale confezione ho preso. E senza guardare il peso.
Infine un paio di consigli per gli acquisti. Ecco un video che ho visto stamattina. Il videoclip non è niente di che, il testo è simpatico ma niente di più, ma la canzoncina nel complesso ha il suo perché. Sarà il beat accattivante, sarà la sfiziosa voce sussurrata, sarà l'elettronica gentile alla Pet Shop Boys.
E poi una mia scoperta di 3 giorni fa: i Velvet Underground. "Hai scoperto l'acqua calda" dirà qualcuno. "Eò" risponderò io. Mi sono capitati ora. Ma da 3 giorni non ascolto altro. Scusate le spalle.
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