Che dire amici, la vicenda ha sicuramente una connotazione malinconica, ma i sentalismi a basso prezzo non mi appartengono, li lascio volentieri ai giornalisti. Il lavoro del giornalista sportivo si sta trasformando. Dai servizi che si vedono in tv sembra che questi non abbia più il compito di raccontare al grande pubblico i fatti per come avvengono, né tanto meno gettare luce su zone d'ombra che, anzi, spesso vengono protette ancora di più con la facile polvere dell'emotività e del nazionalpopolare. La loro mission è raccontare al popolo qualcosa che questo voglia sentirsi dire, che lo rassicuri. Scusate la digressione, avrei anche alcuni esempi freschi freschi (olimpiadi, SuperCoppa di Lega), ma non li riporterò per brevità (e soprattutto per spingere i più attenti di voi a chiedermeli, cosicché potrò sfoggiarli atteggiandomi). I diritti tv, dicevamo. Innanzitutto intendo prendere le distanze da chi invoca l'intervento della politica per una mediazione: le parti hanno tutte le possibilità di venirne a capo in autonomia. Neanche commento la posizione di chi rivendica il diritto a "90° minuto". Riporto però alcune idee, forse deliranti, che ho letto nella sezione "Commenti" dell'articolo relativo alla vicenda su gazzetta.it. Non dobbiamo condividerle (mi ci metto anch'io), ci dobbiamo ragionare. Fra le centinaia di "LADRI!" e "NON PAGO PIU' IL CANONE!" c'erano anche degli spunti interessanti per la riflessione personale.
1. Motivazione addotta da Galliani: i 20 milioni offerti dalla RAI per avere le sintesi in differita non in esclusiva sono pochi in confronto ai 70 sborsati dalle tv a pagamento per la diretta di tutte le partite in esclusiva. Non sono un esperto di mercati, ma, data l'evidente disparità di condizioni, la differenza fra le due cifre non mi pare esorbitante. Ah, dimenticavo, le tv a pagamento, come dice la parola stessa, possono investire gli introiti derivanti da chi paga (per l'appunto) per le partite, le tv generaliste no.
2. Questa è cattivella: chi ci guadagna se non si vedono le partite in chiaro? Le tv a pagamento. Qual è una delle tv digitali che detengono diritti sulle partite a pagamento? Mediaset. Chi ha condotto la trattativa per conto della Lega Calcio? Adriano Galliani. Io non ho detto niente, riporto solo lo spunto.
3. Se la gestione della faccenda è totalmente privata, nel rispetto delle regole del mercato, perché tanti soldi dello Stato investiti nella sicurezza degli stadi? Non sarebbe ora che le società provvedessero in proprio? Non hanno i soldi? E purtroppo... Questo in realtà è un mio cavallo di battaglia da tempo, ma vederlo scritto sul sito della Gazzetta mi riempie di orgoglio. Aggiungo io che la sostituzione dei poliziotti con gli steward contribuirebbe sensibilmente alla diminuzione della violenza negli stadi, perché il sentimento generale di odio degli ultras per l'ordine costituito sarebbe sicuramente meno viscerale nei confronti di ragazzotti gentili in maglietta rispetto ad agenti in tenuta antisommossa.
Una precisazione per i meno attenti: nella sezione "Commenti" degli articoli di gazzetta.it possono scrivere tutti, basta registrarsi, quindi è la voce degli osservatori esterni, non dei rassicuratori del popolo, di cui i giornalisti sportivi sono i precursori.
Concludo riportando una citazione del presidente Zamparini trovata sul medesimo articolo: "Abbiamo detto no alle offerte delle tv, ma da qui a sabato si fa in tempo a fare molte cose, un pò all'italiana". Dall'articolo non si capisce se il tono fosse scherzoso, schifato o compiaciuto.
2 commenti:
"...avrei anche alcuni esempi freschi freschi (olimpiadi, SuperCoppa di Lega), ma non li riporterò per brevità (e soprattutto per spingere i più attenti di voi a chiedermeli, cosicché potrò sfoggiarli atteggiandomi)...."
siiiiii.....
dai...atteggiati....
noto che citi (forse involontariamente) il tognotti, quando dici "la loro mission" ...
sappi che da ora che l'ho scoperto commenterò selvaggioamente sul tuo blogghe! Cos'è la lontananza da Pisa che induce a fare un blog!?
Ciaooooo
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