sabato 25 ottobre 2008
De lege CXXXIII
domenica 19 ottobre 2008
Bello questo prologo in medias res.
Ma questa settimana ce n'è una che evidenzia lo stato degenerativo raggiunto dalla società civile. Come dice Beppe Grillo, avevamo raggiunto il fondo, ora stiamo scavando. Ernie Chambers è un senatore democratico dello stato del Nebraska, in carica da ben 38 anni. Un bel giorno si alza e, perché no, decide di intentare causa a Dio. L'accusa è quella di aver diffuso la paura con le minacce terroristiche dei suoi seguaci e con le calamità naturali che si stanno abbatendo sulla Terra. Beh, per fortuna l'illuminatissimo giudice lo ha respinto. Incapacità di intendere e di volere del senatore? Rispetto del buonsenso? No, il motivo della respinta è che Dio non ha un indirizzo a cui notificare il procedimento. Ecco il link da repubblica.it. Per fortuna di lì e giù hanno un gran senso dell'umorismo, vedere la vignetta qui sotto per credere:

La satira americana è uno spettacolo: è un po' meno sofisticata dei nostri Crozza, Albanese e via dicendo ("sofisticato" nel mio linguaggio ha sempre un'accezione positivissima, eccetto quando si parla di vino), ma proprio per questo è più immediata. Ricordiamoci sempre che il pubblico a cui si rivolge è quello americano. Un po' di sano razzismo a volte è salutare. A riguardo, la redazione vi consiglia un programma di Rai Edu che va in onda il sabato mattina alle 9 su Raitre: Tv Talk. E' un programma in cui ospiti illustri e giovani laureati in Comunicazione (ho detto che "un po'" è salutare, di questi tempi poi) discutono del linguaggio televisivo basandosi sui palinsesti della settimana. Una delle finestre sulla tv estera del programma riguarda proprio i canali a stelle e strisce, e spesso si citano i programmi satirici, soprattutto in periodo preelettorale.
Ora che ho fatto il saccente con la digressione dotta posso anche narrarvi la mia prima partita di calcetto all'ombra delle due Torri con i ragazzi del Laboratorio. L'organizzazione è stata difficoltosa (la gente tira i pacchi all'ultimo), ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Effetto collaterale dell'emergenza organizzativa: eravamo in 11. Io finisco nella squadra di 5. Il campo, come quasi tutti di qui e su, era al coperto. Entrare in strutture di questo tipo presenta difficoltà non da poco: ci sono due porte una dietro l'altra, si deve aprire la prima, entrare nell'anticamera, chiudere la prima, e, finalmente entrare. Io, giovane ingenuo proveniente da una realtà prettamente rurale di campi all'aperto, non lo sapevo, quindi entro a bischero sciolto: la porta più interna sbatte con una violenza inaudita, attirando gli sguardi di tutti. O, so una sega io. In realtà non è stato quello l'unico momento della partita in cui l'attenzione era concentrata sul sottoscritto: il 3 a 3 finale è stato frutto di due goal e un assist da parte dell'extracomunitario maremmano, oltre a un palo colpito con un tiro violento dalla media distanza che ha fatto tremare l'intera struttura. Non male come esordio.
Quasi quasi mi dimenticavo: venerdì 6 dicembre i Subsonica suonano a Bologna per la modica cifra di 23 euri. E' evidente che ci vo anche solo, ma se qualcuno dei lettori del blogghe ha intenzione di accompagnarmi non è che lo mandi via. Il pacchetto comprende, a richiesta, ospitalità gratuita presso la redazione anche per tutto il weekend. Fatemi sapere così prendo i biglietti. Aderite numerosi.
mercoledì 8 ottobre 2008
E io ci sto
E io ci sto (R. Gaetano)
Mi alzo al mattino con una nuova illusione,
prendo il 109 per la Rivoluzione,
e sono soddisfatto un poco saggio un poco matto
Penso che fra vent'anni finiranno I miei affanni
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
in fondo è bella però è la mia età e io ci sto
Si dice che in America tutto è Ricco tutto è nuovo,
puoi salire In teleferica su un grattacielo e farti un uovo,
io cerco il rock'n'Roll al bar e nei metrò,
cerco una bandiera diversa senza sangue sempre tersa
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
In fondo è bello però , è il mio Paese e io ci sto
Mi dicono alla radio statti calmo statti buono
non esser scalmanato stai tranquillo e fatti uomo
ma io con la mia guerra voglio andare sempre avanti,
e costi quel che costi la vincerò non ci son santi
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
ma in fondo è bella però è la mia guerra e io ci sto
cerco una donna che sia la meglio
che mi sorrida al mio risveglio
e che sia bella come il sole d'agosto
intelligente si sa
ma in fondo è bella però è la mia donna e io ci sto
Beh, dopo tante facezie un post semiserio ci stava, no? Perché ho postato video e testo di questa canzone? Innanzitutto, citare Rino Gaetano fa fighissimo ed è molto di moda fra noi giovani. E fra tutte le sue canzoni geniali, questa ha un valore aggiunto: in alcuni punti è la fotografia della mia situazione.
Anch'io ogni mattina prendo la navetta A per la rivoluzione. Sì perché il trasferimento a Bologna ha molti tratti in comune con la rivoluzione: è portatore di grosse novità, richiede qualche sacrificio, ma ha un fine nobilissimo. Sempre nella speranza che mi serva per far finire i miei affanni (occupazionali). Certo, ogni tanto mi guardo intorno e mi accorgo che son solo: ho abbandonato molte delle certezze che mi accompagnavano, ho bisogno di costruirmene di nuove. Ma questo non mi impedisce di accettare la sfida e dire "Io ci sto". Anche perché, costi quel che costi, la vincerò, non ci son santi. L'ultima strofa, poi, è quasi profetica...
p.s. tranquilli eh, era solo una cosa così, per diffondere un po' di cultura e per fare un po' il sentimentale, ma si ritornerà presto a toni più consoni
p.p.s giusto stasera alla Coop... no, non vi anticipo niente... escluso il cane...
sabato 4 ottobre 2008
sabato 27 settembre 2008
mercoledì 17 settembre 2008
Speriamo che duri!
sabato 13 settembre 2008
Miscellanea
In breve, il poveretto non solo s'è asfaltato la caviglia per fare le capriole dopo aver marcato, ma s'è anche dovuto subire le prese per il culo dello spogliatoio tutto perché il gol è stato annullato!
giovedì 11 settembre 2008
Questa delle bici rubate l'ho già sentita

Questo è il sito di una pia organizzazione che combatte la compravendita di bici rubate nel modo più semplice possibile: vendendo bici legalmente e agli stessi prezzi di quelle rubate! Noi studenti fuorisede perseguitati, ma non abbandonati (chi mi indovina questa citazione c'ha il gelato pagato, non vale solo per una persona) ci accontentiamo di bici di poco conto, non ci serve la bici professionale a 50 euro! Insieme uniti un giorno sconfiggeremo l'Armata delle Tronchesi, ma dobbiamo volerlo tutti! Impegnamoci, ognuno nel nostro piccolo, comprando bici legalmente e sensibilizzando il nostro coinquilino!
domenica 7 settembre 2008
Segnalazioni da Bologna e dal mondo
Venerdì sera, sono circa le 11. La Bologna universitaria fa le prime prove di weekend autunnale. Si comincia a vedere un po' di movimento nelle stradine intorno via Zamboni, il terrone medio riprende la sua vita nordica in attesa del Santo Natale (all'inizio avevo scritto la parola "controesodo", ma la usano tutti in questi giorni, non mi accoderò certo alla massa (e ai compiacenti mezzi di comunicazione)). Quando ecco che, proprio in una di queste viuzze, si staglia in lontananza la figura carismatica del giovane (punk) fra i giovani: capello nero corvino liscio saldato alla testa, bianco come un cadavere, contorno occhi illuminato dalla pesante matita nera, ma, soprattutto, kilt!!! Non c'è niente da fa', quassù hanno tutto un altro passo.
Sabato mattina, invece, si guadagna la mia stima un ingegnoso vecchietto che passa in bici in strada Maggiore a folle velocità. "Pedala il nonno", penso. Il mio orecchio, intanto, è disturbato da un forte rumore di motore a scoppio, come di scooter, ma non ci sono cinquantini nei paraggi, solo la bici del redivivo Bartali. Bici che, solo ora mi accorgo, fuma dai pedali. Non ci credo neanche io lì per lì: il motore è montato sulla bicicletta!!! E' molto piccolo e compatto, di scooter non direi, forse di un tosaerba. Fatto sta che tira, cazzo se tira. Amici ingegneri, energetici soprattutto, prendete esempio.
E ora veniamo alle segnalazioni dal mondo. Partiamo da quello di cui molti di voi avranno sentito parlare (non ultimo il buon Napoli, che da alcuni giorni lo esalta come un mito, e ne ha ben donde): Ivan Ukhov, saltatore in alto di livello internazionale. Per i meno informati, il 22enne russo, da pochissimo lasciato dalla fidanzata, questa settimana partecipava ad un ricco meeting di atletica sotto casa di Giulio, a Losanna, nella opulentissima e neutralissima Svizzera. Ma il dolore per la separazione era per Ivan insormontabile, ci voleva della buona vodka russa per dimenticare. Sennonché la sua gara non era ancora finita. Il risultato? Beh, eccovelo.
L'ultima segnalazione della giornata è per un povero golfista vessato dagli animalisti. Tripp Isenhour (giudicate voi quale sia il cognome e quale il nome), professionista americano, stava girando una sorta di lezione di golf per un programma tv. Uno strano uccello comincia a svolazzare nei paraggi (circa 300 metri) emettendo un fastidioso gracidio. Il golfista (per spaventarlo, dice lui, per farlo al forno con le patate, dico io) si arma di mazza e gli scaglia una pallina. L'animale, invece, di spaventarsi, si avvicina. Il golfista insiste fino a quando... chiocca, rete! L'uccello stramazza al suolo centrato in pieno. La natura però a volte è capricciosa proprio, dispettosa direi quasi, perché lo strano uccello è una "poiana dalle spalle rosse" (di cui Albe è pregato di imitare il verso), specie iperprotetta. Il risultato è una condanna a 14 mesi da scontare con servizi sociali e cazzate varie. Secondo me non solo andava premiato per la brillante idea, ma anche per l'infallibile mira!!! Per completezza qui sotto trovate i 2 link a gazzetta.it