E' un periodo molto impegnato, mi dispiace. Anch'io vorrei scrivere di più, ma non è il momento. Per chi ancora non lo sapesse, una decina di giorni fa sono arrivati i famigerati pezzi che mancavano per iniziare le prove della tesi. In questi giorni stiamo correndo per iniziare il prima possibile, ma, come prevedibile, ogni giorno ce n'è una: cerca i cavi per l'alimentazione, cerca i cavi dati, i pezzi sono un po' troppo lunghi, le tazze sono un po' troppo alte e via dicendo. Ora sembrerebbe che quasi ci fossimo. Va bene così: l'allestimento della prova è la parte più attiva della tesi, e quello che faccio in questi giorni è più che stimolante. Sono carichissimo.
Il lato più negativo del lavoro di questi giorni sono i bocchettoni del condizionatore del laboratorio che sparano aria gelida proprio sulla postazione su cui lavoro. Puntualizzo che il raffreddamento della stanza non ha scopi educativi ma è necessario perché i simulatori di anca e ginocchio, che producono parecchissimo calore, lavorino a temperatura non eccessiva. Fatto sta che mercoledì mattina avvertivo un certo mal di gola, che mercoledì pomeriggio avvertivo un certo malessere e che mercoledì sera avvertivo mammina che avevo la febbre a 38.7 (a lei ho detto a 38 in realtà). Dopo i 39.2 di giovedì e i 38 residui di venerdì, ieri niente febbre e oggi sto
discretamente. Speriamo sia passata, non vorrei perdere più di tanto tempo.
Domani il meteo, per il mio ritorno in società, prevede la neve: eh sì, il clima ideale per mettere il naso fuori di casa dopo 5 giorni a letto. E non ho ancora menzionato la principale privazione dovuta alla febbre: giovedì (39.2, ndr) gli studenti del 3° anno di Ing. Biomedica di Cesena hanno visitato il laboratorio. Io avrei dovuto spiegare in breve la mia tesi di fronte ad una platea adorante di giovani ragazzotte sconvolte dalla complessità del sistema di monitoraggio del fattore di attrito, dall'arguzia e dalla competenza di chi lo ha allestito, nonchè dall'indiscutibile carisma e dal fascino con cui egli stesso lo sta presentando. Lo scenario reale, invece, mi vedeva a letto, coperto finall'occhi e sudato fradicio per il pasticcone di Tachipirina.
Lo scorso finesettimana un troppo rapido blitz grossetano. Inizio elettrico: venerdì ore 17 arrivo a Bologna Centrale con il mio biglietto per l'Intercity delle 17.16 per Firenze Rifredi. Certo che il venerdì a Bologna in stazione c'è troppo casino. Poi tutti incazzati, e che sarà mai. Binario n.4, niente ritardo, perfetto. La gente a corsa da una parte all'altra, spinte, code. Mah. "Si avvisa la gentile clientela che i treni DA E PER BOLOGNA CENTRALE subiranno ritardi e cancellazioni causa guasto alla stazione. Ci scusiamo per il disagio". Presa. Spuntano 15 min di ritardo (quindi
17.31). Per ora la coincidenza a Firenze è salva. Ore 17.25: cambiano i pannelli luminosi: al 4 è previsto l'arrivo di un altro treno. Ore 17.27: l'altro treno non è ancora arrivato. Ore 17:27 e 1 ms: col cazzo parte alle 17.31! Ore 17:27 e 17 ms: tra 2 minuti parte un Eurostar per Firenze che era previsto un'oretta prima. Via a corsa al binario 8! Becco 2 ragazze con la giacca verde: "Salve, devo andare a Firenze, ho la coincidenza e un biglietto intercity, va bene?" - "Salga, salga". Deh. Scampata bella. Le poche ore a Grosseto erano salve.
Concludo sottolineando lo spessore umano del magico Ciccio Graziani che oggi a Guida al Campionato, quando in trasmissione si stava parlando di tutt'altro, esordisce così: "Un saluto doveroso al Grosseto, primo da solo nel campionato di Serie B!" Grazie Ciccio, voce fuori dal coro monotono di questi media che ci snobbano!
domenica 23 novembre 2008
lunedì 10 novembre 2008
Tornare da ospiti laddove un tempo si regnava sovrani
Una piccola segnalazione? Ma sì, dai: foto da angolazioni pazze. Artro che vella mandria di rimbarcati che pinge la Torre in Piazza de' Miraoli a Pissa!
sabato 1 novembre 2008
Mi piacerebbe raccontarvi delle proteste qui a Bologna, di manifestazioni gigantesche, di occupazioni, ma non posso. Non vi ho partecipato. Ho fatto mio malgrado parte della maggioranza silenziosa. Et excrucior. L'Istituto Ortopedico Rizzoli non è universitario, niente protesta.
La fiammella dell'indignazione di un annetto fa si trasforma in un incendio l'altro giorno alla Coop sotto l'azione di un vento impetuoso levatosi dal banco del petto di pollo. Sono quasi le 7 di sera, sono rimaste una decina di confezioni. Mmm, 3 etti e mezzo, questo per una volta è troppo e per du volte un mi fa. Oh, 4 etti e mezzo questa va bene. L'occhio però mi cade su quella di sotto. E' l'unica che non presenta un cartellino tutto colorato con su scritto: "Alimentazione libera da OGM". Se lo saranno dimenticato. Ma anche il prezzo al kg è leggermente diverso, quindi nessun errore. All'improvviso mi scorre davanti tutta la lezione di bioetica: le pubblicità ingannevoli, gli scenari apocalittici di un esercito di pomodori e banane pronto ad assumere il controllo del Massachussetts, il vero nodo della questione, ossia i brevetti e le sementi troppo care. Indovinate quale confezione ho preso. E senza guardare il peso.
Infine un paio di consigli per gli acquisti. Ecco un video che ho visto stamattina. Il videoclip non è niente di che, il testo è simpatico ma niente di più, ma la canzoncina nel complesso ha il suo perché. Sarà il beat accattivante, sarà la sfiziosa voce sussurrata, sarà l'elettronica gentile alla Pet Shop Boys.
sabato 25 ottobre 2008
De lege CXXXIII
domenica 19 ottobre 2008
Bello questo prologo in medias res.
Ma questa settimana ce n'è una che evidenzia lo stato degenerativo raggiunto dalla società civile. Come dice Beppe Grillo, avevamo raggiunto il fondo, ora stiamo scavando. Ernie Chambers è un senatore democratico dello stato del Nebraska, in carica da ben 38 anni. Un bel giorno si alza e, perché no, decide di intentare causa a Dio. L'accusa è quella di aver diffuso la paura con le minacce terroristiche dei suoi seguaci e con le calamità naturali che si stanno abbatendo sulla Terra. Beh, per fortuna l'illuminatissimo giudice lo ha respinto. Incapacità di intendere e di volere del senatore? Rispetto del buonsenso? No, il motivo della respinta è che Dio non ha un indirizzo a cui notificare il procedimento. Ecco il link da repubblica.it. Per fortuna di lì e giù hanno un gran senso dell'umorismo, vedere la vignetta qui sotto per credere:

La satira americana è uno spettacolo: è un po' meno sofisticata dei nostri Crozza, Albanese e via dicendo ("sofisticato" nel mio linguaggio ha sempre un'accezione positivissima, eccetto quando si parla di vino), ma proprio per questo è più immediata. Ricordiamoci sempre che il pubblico a cui si rivolge è quello americano. Un po' di sano razzismo a volte è salutare. A riguardo, la redazione vi consiglia un programma di Rai Edu che va in onda il sabato mattina alle 9 su Raitre: Tv Talk. E' un programma in cui ospiti illustri e giovani laureati in Comunicazione (ho detto che "un po'" è salutare, di questi tempi poi) discutono del linguaggio televisivo basandosi sui palinsesti della settimana. Una delle finestre sulla tv estera del programma riguarda proprio i canali a stelle e strisce, e spesso si citano i programmi satirici, soprattutto in periodo preelettorale.
Ora che ho fatto il saccente con la digressione dotta posso anche narrarvi la mia prima partita di calcetto all'ombra delle due Torri con i ragazzi del Laboratorio. L'organizzazione è stata difficoltosa (la gente tira i pacchi all'ultimo), ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Effetto collaterale dell'emergenza organizzativa: eravamo in 11. Io finisco nella squadra di 5. Il campo, come quasi tutti di qui e su, era al coperto. Entrare in strutture di questo tipo presenta difficoltà non da poco: ci sono due porte una dietro l'altra, si deve aprire la prima, entrare nell'anticamera, chiudere la prima, e, finalmente entrare. Io, giovane ingenuo proveniente da una realtà prettamente rurale di campi all'aperto, non lo sapevo, quindi entro a bischero sciolto: la porta più interna sbatte con una violenza inaudita, attirando gli sguardi di tutti. O, so una sega io. In realtà non è stato quello l'unico momento della partita in cui l'attenzione era concentrata sul sottoscritto: il 3 a 3 finale è stato frutto di due goal e un assist da parte dell'extracomunitario maremmano, oltre a un palo colpito con un tiro violento dalla media distanza che ha fatto tremare l'intera struttura. Non male come esordio.
Quasi quasi mi dimenticavo: venerdì 6 dicembre i Subsonica suonano a Bologna per la modica cifra di 23 euri. E' evidente che ci vo anche solo, ma se qualcuno dei lettori del blogghe ha intenzione di accompagnarmi non è che lo mandi via. Il pacchetto comprende, a richiesta, ospitalità gratuita presso la redazione anche per tutto il weekend. Fatemi sapere così prendo i biglietti. Aderite numerosi.
mercoledì 8 ottobre 2008
E io ci sto
E io ci sto (R. Gaetano)
Mi alzo al mattino con una nuova illusione,
prendo il 109 per la Rivoluzione,
e sono soddisfatto un poco saggio un poco matto
Penso che fra vent'anni finiranno I miei affanni
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
in fondo è bella però è la mia età e io ci sto
Si dice che in America tutto è Ricco tutto è nuovo,
puoi salire In teleferica su un grattacielo e farti un uovo,
io cerco il rock'n'Roll al bar e nei metrò,
cerco una bandiera diversa senza sangue sempre tersa
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
In fondo è bello però , è il mio Paese e io ci sto
Mi dicono alla radio statti calmo statti buono
non esser scalmanato stai tranquillo e fatti uomo
ma io con la mia guerra voglio andare sempre avanti,
e costi quel che costi la vincerò non ci son santi
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po' e mi accorgo che son solo,
ma in fondo è bella però è la mia guerra e io ci sto
cerco una donna che sia la meglio
che mi sorrida al mio risveglio
e che sia bella come il sole d'agosto
intelligente si sa
ma in fondo è bella però è la mia donna e io ci sto
Beh, dopo tante facezie un post semiserio ci stava, no? Perché ho postato video e testo di questa canzone? Innanzitutto, citare Rino Gaetano fa fighissimo ed è molto di moda fra noi giovani. E fra tutte le sue canzoni geniali, questa ha un valore aggiunto: in alcuni punti è la fotografia della mia situazione.
Anch'io ogni mattina prendo la navetta A per la rivoluzione. Sì perché il trasferimento a Bologna ha molti tratti in comune con la rivoluzione: è portatore di grosse novità, richiede qualche sacrificio, ma ha un fine nobilissimo. Sempre nella speranza che mi serva per far finire i miei affanni (occupazionali). Certo, ogni tanto mi guardo intorno e mi accorgo che son solo: ho abbandonato molte delle certezze che mi accompagnavano, ho bisogno di costruirmene di nuove. Ma questo non mi impedisce di accettare la sfida e dire "Io ci sto". Anche perché, costi quel che costi, la vincerò, non ci son santi. L'ultima strofa, poi, è quasi profetica...
p.s. tranquilli eh, era solo una cosa così, per diffondere un po' di cultura e per fare un po' il sentimentale, ma si ritornerà presto a toni più consoni
p.p.s giusto stasera alla Coop... no, non vi anticipo niente... escluso il cane...
sabato 4 ottobre 2008
sabato 27 settembre 2008
mercoledì 17 settembre 2008
Speriamo che duri!
sabato 13 settembre 2008
Miscellanea
In breve, il poveretto non solo s'è asfaltato la caviglia per fare le capriole dopo aver marcato, ma s'è anche dovuto subire le prese per il culo dello spogliatoio tutto perché il gol è stato annullato!